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Grida,
rabbia, dolore, impotenza, incredulità, questi sono alcuni dei sentimenti
che si provano quando, per qualche motivo assurdo (ma ne esiste
uno valido?), un bambino di pochi anni lascia questo mondo. Ci
si ritrova come spettatori increduli o protagonisti inseriti a forza
in un copione scritto con meticolosità, talmente particolareggiato
che è impossibile deviare anche di un solo insignificante dettaglio. Lei era li, calma, poco distante dal bambino, guardava lontano e
nulla sembrava distrarla, una giovane donna di circa vent'anni,
capo coperto e vestito lungo color mattone, apparentemente più piccola
di una persona della sua età. Una persona, forse l'unica, si
accorse della sua presenza, con cautela le si avvicinò fissandola,
la curiosità nonostante la drammatica situazione era notevole. Dopo
alcuni attimi, la giovane donna, cogliendo l'insistenza dello
sguardo fisso su di lei si voltò e sorridendo disse: "Va tutto
bene" e tornò a guardare lontano. Un sorriso e una voce
che trasmettevano calma e pace. Un movimento della testa, da
parte della donna, le fece cadere il velo e scoprì in questo modo
i suoi lunghi
capelli neri. La persona non se la sentì di osservarla oltre,
distolse lo sguardo un solo attimo e dopo... non c'era più, se ne
erano andati tutti e due. Sarà una piccola consolazione ma forse
i bambini, in quanto tali, non se ne vanno mai da soli.
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